Copertina Facebook 'Cosa non è inferno'

Cosa non è inferno – 20/10/2022

A cinquant’anni dall’uscita de “Le città Invisibili” di Italo Calvino, edito da Einaudi, i due artisti decidono di dedicare allo scrittore e a questo testo la loro personale presso la galleria perugina, partendo dall’esortazione finale del libro che invita a “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

Del viaggio di Marco Polo nell’impero del Gran Kan restano le conversazioni, le immagini di luoghi sconosciuti agli occhi del sovrano: egli non lascia mai il suo palazzo, ma scopre e conosce i suoi sudditi attraverso le città che hanno costruito, raccontate dalle parole del grande esploratore. Quello che loro fanno è un viaggio nell’umanità e nel tempo dell’umanità: il passato svela il futuro delle città, ne spiega i meccanismi, le crescite e le decrescite, ciò che è destinato a durare e ciò che è destinato a finire.

 Il duo di Bologna ha sempre incentrato la sua pratica sul confine fra onirico e reale creando una dimensione fantastica e favolistica, che resta sempre tangente e vicinissima alla realtà. Per questa mostra, lo spazio della galleria diventa uno spazio per l’anima.

Dare spazio a ciò che non è inferno è il modo che preferiamo per parlare del nostro tempo. Sarebbe forse più facile parlare dell’inferno, amplificarlo, colpire il pubblico perché si possa riconoscere nelle tragedie personali e collettive. Ma come l’imperatore si fida dei racconti di Marco Polo e immagina le sue città narrate, vogliamo accompagnare i visitatori in un viaggio fatto di leggerezza e racconti inventati, fatti di poesia e fantasia.

A.G.

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